domenica 27 aprile 2014

Specchio delle mie brame.

Ho preso le salviettine per pulire l'interno abitacolo dell'auto.
Lei appena le ha viste ha esclamato: "ah! Le hai prese per asciugarti quando carichi qualcun'altra, eh?"
Ma Lei è così.
Lei si fa il bitstrip con il ciuffo al contrario perché è così che ci si vede allo specchio.
Pensiamo di essere maligni e invece siamo sinceri, crediamo di essere brutti e siamo stupendi.
Lo specchio è la falsa idea che abbiamo di noi, per quanto possiamo pensare di esserci capiti saranno sempre gli altri che ci potranno dire, se sinceri e non ottenebrati da stratificazioni emozionali, chi siamo veramente.
Alcuni riescono a vedere oltre lo specchio, sono quelli che lo guardano poco. Hanno gli occhi più luminosi, li vedi pieni di luce che danza con ritmo scandito dalla vita che hanno vissuto.
Delusioni, entusiasmi, disgrazie, passioni.
E Lei è così.
Anche se si fa il bitstrip al contrario.

domenica 20 aprile 2014

Adult Cat.

Mi sono sdraiato sulla soglia del balcone a prendere il sole.
Avrei alcune cose da fare, ma credo che questa sia la più importante.
Ho bisogno di stare fermo qui, con il gatto che mi guarda e intanto osserva tutto.
Ogni tanto rientra per mangiare.
Io ho mangiato delle focacce.
Sento le voci delle persone ancora a tavola e mi immagino quanto siano stufi di mangiare, vorrebbero solo tornare a casa davanti alla tv per poi essere stufi di stare davanti alla tv.
A me piace giocare e suonare e fare l'amore, in ordine sparso: non ne avrei mai abbastanza. Poi mi piace anche il torbido, il grande vuoto della conoscenza e l'esoterismo.
Mi piace anche guidare tanto, fare viaggi lunghissimi, magari in moto.
Una volta ho avuto una moto, regalata da mio padre. L'ho venduta per comprare un divano, quando stavo per sposarmi.
Poi quando ho racimolato abbastanza soldi per comprarne un'altra, invece ho preso un enorme armadio, su misura, per la camera da letto.
Ho fatto delle scelte sbagliate.
Poi ho sbagliato ancora.
Poi ancora.
Ancora.
Poi il mio cervello ha iniziato a funzionare.
Guardo sempre a me come ad un uomo che sta crescendo.
Mi sono sposato da bambino, da adolescente ho vissuto la separazione, ora, da uomo, ho appena iniziato a capire qualcosa della vita.
E ora non importa più cosa pensino gli altri di me, ma cosa per me rappresentino gli altri.
Il gatto mi bacia.

lunedì 10 febbraio 2014

Piove sul bagnato

Mattina.
Risveglio sempre difficile, ma addolcito dalla presenza della tua compagna.
La guardi e sorridi, pensando che ce la farai anche oggi, la vita è meravigliosa.

"Cosa devi fare oggi?" Ti chiede Lei, dolce e morbida come sempre.
"Ottomila riunioni pallose...sotto la pioggia. Poi ho le bimbe...ci vedremo stasera. Mi mancherai un sacco" le dici, mostrando il tuo lato tenero, che molti uomini nascondono (a ragion veduta).
"E tu che cosa devi fare? " ribatti arricciandole i capelli neri e lisci.
"Vado solo in banca e poi resto a casa: sono stanca, e devo riposarmi dopo l'intervento" ti sussurra Lei.

Inizi a vestirti e Lei riceve qualche messaggio.
Dlin dlin dlin. Non alza gli occhi dal telefonino.
"È il mio ex. Dice che non vuole ripartire da qua senza prima avermi almeno salutato. Tu cosa dici?"
"Beh, vedi tu", ma avresti voluto dire "che si fotta".
"Vabè, tanto tu hai le bambine no? Lo vedo per pranzo e poi torno a casa".
"Eh. Vedi di non portartelo a casa con te", le dici cercando perlomeno di mantenere la tua ironia ad un livello accettabile.

Inizi le tue riunioni.
L'acqua cade senza ritegno da un cielo che non ha più colore. Tutto è senza colore. Proponi un colore e tutti ti guardano come se fossi un coglione.
Meglio al limite un Tortora tendente al grigio, grigio, grigio. Questa città ti frustra nell'animo, questa situazione ti rende amorfo e malinconico.

Ore 16. Sarà a casa.
La chiami (Lei non chiama mai) dopo una delle riunioni, per sentire un po' di calore, per colorare il cuore.

(Ahahahah dal fondo)
"Pronto ciao si sono in Piazza Gramsci al bar del centro cosa fai CI raggiungi?"
Respiri. È ancora con quello.
"No, adesso vado dalle bambine", rispondi nascondendo l'amarezza.
(Ahahahah dal fondo)
"AH GIÀ. HAI LE BAMBINE, che stupida che sono (ahahahah dal fondo)"
Respiri.
"Ci vediamo dopo ciao".
"Ciao ciao (ahahah)"

Stamattina si ricordava delle bambine.
Adesso no...oppure si.

Ti dirigi dalle bambine.
Magari un po' di calore lo troverai.
Magari sentirai il solito peso del tuo senso di colpa.
Magari sentirai anche il peso di non averle potuto dare una nuova felicità che avevate idealizzato.
Magari ti sentirai inadeguato come al solito, magari te ne fotterai e ti lascerai vivere il presente, senza guardare al passato.
Magari lo speri.

domenica 12 gennaio 2014

L'uomo con la spazzatura in mano


Alla fine, siamo tutti così, parafrasando Fiorella Mannoia.
Dolcemente complicati? No, dolcemente manovrati.
Ci innamoriamo di donne bellissime e facciamo di tutto per essere al loro fianco, farle sentire protette e sicure (primo requisito per un rapporto duraturo).
Quando finalmente riusciamo a far capire che siamo il maschio alfa e ci concedono il loro amore, improvvisamente inizia la manovra.
Rispetto ad una manovra finanziaria governativa è di impatto ben più devastante: prevede la regressione del maschio alfa a maschio categoria zeta, attraverso una manipolazione programmata scientificamente (o forse quasi innata) da parte della prescelta.
In questo periodo dovremo attivarci per non perdere tutto ciò che abbiamo faticosamente conquistato: noi stessi.
Si tratta di mantenere un clamoroso equilibrio tra l'amore incondizionato per la donna che avevamo idealizzato come la nostra Dea Del Sesso e lo svolgere mansioni di infimo rilievo per le quali siamo stati designati già in fase embrionale, a partire dal primo bacio.


In particolare c'è un compito dedicato tutto a noi, per il quale, se riescono nell'intento di assegnarcelo, le donne godono della totale sensazione di appagamento e onnipotenza: l'incarico di buttare la spazzatura.
Ci sono casi documentati di donne che chiedono al compagno di allontanarsi per gettare scatoloni pieni di rifiuti maleodoranti, provocandosi istantaneamente i migliori orgasmi della loro vita.
Il mese prima Le invitavamo fuori a cena, il mese dopo ci ritroviamo con i vicini ex-maschi alfa in ascensore con i sacchi della pattumiera.
Mi sembra di leggerle sulle nostre fronti quelle "Z", simbolo bruciante del nostro amore, sfruttato per il turpe scopo di deridere una categoria di uomini che hanno avuto l'unico difetto di innamorarsi.
Perchè le donne in realtà odiano l'uomo innamorato.
Le donne vogliono sognare l'uomo palestrato che le prenda in ascensore, ma se proviamo a toccare le nostre donne in un luogo qualunque che non sia situato all'interno delle pareti domestiche, si mettono a ridere o ti schiaffeggiano.
Però sognano incontri erotici esotici o ameni, situazioni imbarazzanti confluenti in mitiche gang-bang o addirittura immaginano di alzarsi dal tavolo di un ristorante per andare alla toilette e confluire invece nel locale di servizio con il pizzaiolo.
Le donne sognano l'uomo-oggetto, ma in realtà preferiscono abbruttire il loro uomo innamorato per punirsi di non aver avuto il coraggio di provare davvero ad averne uno.

Care donne, sappiate che il vostro uomo sogna di prendervi sempre in situazioni imbarazzanti, almeno tanto quanto lo desiderate voi. Quindi dimenticatevi la spazzatura e date in mano al vostro uomo un buon motivo per non regredire e restare il vostro maschio alfa.

giovedì 26 dicembre 2013

Fantasmi o presunti tali.







A volte sei con Lei, ti specchi nei suoi occhioni intensi e vedi l'amore.

Parlate di Voi, delle cose che vi aspettate dalla vita, dei vostri sogni e delle ambizioni, più o meno esplicite.
Siete in totale sintonia, non esiste altra persona al mondo e avete solo voglia di perdervi l'uno nell'altra: tutto il mondo è nelle vostre parole, nei vostri pensieri, nei vostri sguardi.

E poi senti quel "dlin!".
E' il Suo cellulare, e' sempre il suo.

Improvvisamente la vedi rapita dal messaggio appena arrivato, si concentra e si dimentica di tutto quello che vi siete detti, in un lampo sparisci dal Suo mondo e ci piomba un Fulvio qualunque.

Fulvio scrive "hihihihihi", come fanno le bambine emozionate (o come fanno gli equini in calore, penso io).
Lei risponde con foga da centometrista, ormai è persa nel mondo di Fulvio, dei suoi problemi (presunti) alle orecchie, per cui cerca una spalla amica...se di spalla si può parlare.

E lei va avanti, gli dà corda, gli darebbe anche una matassona di gomena da nave da crociera, per quanto le è possibile al cellulare.

Così tu diventi freddo, ma Lei non se ne accorge. Diventi indifferente, ma lei non se ne accorge.
Fai casino, ma lei non se ne accorge ancora. E così dici "DLIN!", e finalmente lei alza lo sguardo e ti guarda, come se fossi capitato lì per puro caso.

Ti sorride da finta ingenua e parte la manipolazione, arte in cui miliardi di donne si solleticano la passera da millenni. Ed esordisce con un "ma noo, è Fulvio, l'hai conosciuto, quello con la barba", secondo lei catalogando (con tale frase) tutti gli uomini con la barba tra gli asessuati.

Lei vuole essere sincera e ti mostra il cellulare, così vedi che praticamente stanno chattando in privato con tanto di emoticons simpaticissimi, ma per lei è solo un caro amico con un problema.
E poi ti dice che è sposato con due figli, e tu le dici che anche tu, eri sposato con due figlie.
Ma adesso sei lì con lei e la tua ex-famiglia del mulino bianco è stata inghiottita da un'apertura spazio-temporale tra i due universi paralleli, la stessa apertura che potrebbe inghiottire anche lei, se non la pianta di chattare in privato con tutti i Fulvi di questo mondo.

Così lei si risistema i capelli, si accende una sigaretta e ti dice "ma stavo anche postando una cosa carina su di te, sul nostro blog!", così riprova a far partire la manipolazione genetica.
E tu le dici: "allora fammela leggere".

Apri il post ed è vuoto.

Sono uno difficile da manipolare, cara la mia Fulvia.

E se vuoi scorazzare tra le praterie equine con il tuo nuovo ronzino acciaccato, procurati uno stalliere più idiota di me.

ASPETTANDOLO


Stasera, al ritorno a casa, dovrò mettermi subito dietro ai fornelli.
Non è che non mi piaccia. Mi piace farlo per Lui.
La scena si ripete ogni volta.
Lui si siede e io gli servo il piatto.
Lui prende la forchetta con fare serio e inizia ad esaminare il piatto.
"Estetica" il tono di voce è profondo "bell'abbinamento di colori, ottima posizione dei vari elementi. Voto 8!"
Io sorrido contenta.
"Livello di cottura" assaggia masticando lentamente" voto 10"
Applaudo.
"Sapore" pausa lunghissima (mi son fatta l'idea che lo faccia apposta)" allora sapore..."altro boccone che mastica lentamente. "Dicevamo sapore....voto:10! BRAVA!" eslama mentre io applaudo come una bimba.
Stasera devo cucinare qualcosa al volo e non mi ricordo cosa c'è in frigo.
Così quando la mia amica mi dice:"Che fai vieni a cena con me al messicano così ti racconto?" io sono quasi costretta a dire di si...giusto per non rovinare la mia media.
Lo chiamo:" Amore della mia vita, ti spiace se stasera esco con la mmia amica?"
Certo che, almeno per una volta, potrebbe anche mettersi lui ai fornelli.
Mi farebbe davvero una bella sorpresa....ahhhhhhh uomini!

Aspettandola.

Che meraviglia, arrivare a casa, aspettarla per la cena e intanto preparare la tavola.
Scegli con cura le pietanze, i piatti e bicchieri intonati alla tovaglia, inserisci un centrotavola con alcuni fiori profumati e prepari lo champagne ghiacciato.
Poi ti telefona lei e ti dice: "ah, ciccio, guarda che stasera vado al messicano con la mia amica eh? Non aspettarmi".
A quel punto hai due opzioni.
Videogioco con rutto libero; fumarti un pacchetto di sigarette intanto che la aspetti, immaginandoti lei a tavola con qualche collega bello e affascinante.
E non capisco come mai opto sempre per la seconda.